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 Quei sapori del Piemonte trapiantati a Taggia 27 luglio 2012
Da Alessandria si sente il mare cantava Ivano Fossati, ma anche da Cuneo, se pensiamo che la dinastia dei Clavesana si appropriò di paesi dell'entroterra ligure di inusitata struggenza. Non ero mai stato a Taggia ma, l'altra sera, con Ivan Lombardi da cicerone, ho girato fra i cerchi concentrici di questo paese straordinariamente intrigante, dove salti dal Medioevo al Settecento. A Taggia (il paese della Taggiasca) ci sono i conventi di ogni ordine, chiese, resti di una storia che qui è concentrata come in nessun altra parte. Ivan Lombardi è il titolare del ristorante Olio Colto (via Curlo, 6/e - tel. 018442156), un locale con un fresco dehors dove assaggi il Preve (antico piatto a base di foglie di cavolo verza ripiene di patate, cipolle e pancetta) su vellutata di zucchine trombette con porri fritti e pancetta croccante. Poi il loro cappon magro, il rotolo di patate ripieno di ricotta e borragine, i ravioli neri ripieni di baccalà, il filetto di coniglio su salsa al Rossese e crostini di pane di Triora e, in omaggio al Piemonte, fra i dolci, la crema di robiola con croccante al miele e pepe nero da abbinare alla gloria di Taggia: il Moscatello.
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